titolazione anticorpale rosenthal

La titolazione anticorpale ė un semplice test eseguito su una goccia di sangue.

Nel tuo cane o gatto serve ad indicare se l’animale possiede ancora una quota di anticorpi sufficiente a proteggerlo dalle malattie per le quali si vaccina ogni anno.

Il concetto clinico da cui si parte è il seguente:

la vaccinazione nel cane è l’inoculazione sottocutanea di un virus vaccinale (attenuato o spento) che deve stimolare nel paziente la creazione di anticorpi verso la malattia trasmessa dal virus

Gli esseri umani vengono vaccinati contro le malattie virali (tipo morbillo, vaiolo, poliomielite, papilloma, ecc…) da bambini, fino a 6/10 anni e in seguito mai più poiché gli anticorpi sono stati creati e proteggeranno durante il corso della vita verso quelle malattie.

La continua ripetizione di vaccinazioni contro malattie virali sarà quindi inutile (è ovvio che ci si vaccinerà contro nuove malattie o in caso di transito in paesi ove malattie diverse possono essere incontrate dal nostro organismo impreparato).

Parliamo solo di malattie sostenute da virus, escludiamo quindi malattie batteriche (es. leptospirosi) o sostenute da spore quali ad esempio il tetano per le quali è invece previsto un richiamo periodico.

Esistono inoltre forti sospetti sulla possibile dannosità delle vaccinazioni ripetute (da tempo si parla sempre più frequentemente della responsabilità dei vaccini nell’insorgenza di autismo nei bambini e ultimamente ha destato preoccupazione e discussioni in ambito scientifico il verificarsi di decessi post-vaccinali).

Come negli esseri umani, anche nei nostri animali domestici la vaccinazione stimola la creazione di anticorpi che permarranno attivi nell’organismo per tempi lunghi anche se variabili.
E per i medesimi motivi è legittimo pensare che la continua ripetizione di vaccinazioni inutili sia con tutta probabilità, dannosa.

Cosa dicono gli studi recenti?

Negli ultimi anni, moltissimi studi sono stati fatti, anche in ambito veterinario, studi che hanno dimostrato l’effettiva possibilità di danni causati da un programma vaccinale esasperato.
Personalmente ho cani e gatti sin da ragazzo e ricordo che ancora i miei nonni portavano gli animali dal Veterinario per la profilassi vaccinale durante i primi 30 mesi di vita e mai più … tutti vivendo indenni da quelle malattie infettive virali fino a tarda età. Mi restava tuttavia il dubbio sul perché i miei animali fossero così… fortunati.

Poi sono diventato Veterinario e, come tutti i miei colleghi, ho seguito i dettami impartiti dai docenti di allora e sopratutto caldeggiati dall’industria farmaceutica i cui informatori visitavano il mio ambulatorio con precisa periodicità; continuai così ad acquistare e somministrare vaccinazioni a tutti i miei pazienti animali a lungo.

Anni dopo sono venuto a conoscenza dell’esistenza di un metodo sperimentale che offriva la possibilità di effettuare una titolazione (la valutazione) degli anticorpi presenti nell’organismo e ho capito che avrei potuto eseguire tranquillamente questo test ogni anno, al posto della vaccinazione, fino a quando il medesimo non mi avvertisse della reale “caduta” di anticorpi, nel qual caso avrei ri-vaccinato.
Ho così iniziato a eseguire il test solo sui miei animali… con sorpresa e soddisfazione, fino a quando trovai in uno dei miei gatti un titolo decisamente basso e inadeguato che mi indusse a ripetere la profilassi vaccinale in quel soggetto.
Così ho iniziato a parlare ai miei clienti della inutilità di una ripetizione annuale … ma mi mancava una validazione scientifica.

L’anno scorso (2014), leggendo le linee guida delle vaccinazioni di cane e gatti indicate dalla WSAVA (Associazione mondiale dei Veterinari di piccoli animali) ho scoperto che in effetti il consiglio era questo:

valutare il “titolo anticorpale” prima di rivaccinare.

Avevo dunque una conferma autorevole che mi consentiva di perseguire un atteggiamento corretto.

Da qualche mese è disponibile in Italia un kit per la titolazione, lascio quindi a ognuno la scelta, ricordando che il costo della titolazione sarà uguale a quello della vaccinazione e che nel caso di titolo inadeguato che richieda un richiamo, questo sarà gratuito.


Aggiornamento a Giugno 2016

La WSAVA (Associazione Mondiale dei Veterinari di Piccoli Animali) quest’anno ha riscritto i protocolli vaccinali per cani e gatti, dichiarando che:

non è più necessario vaccinare ogni anno il proprio pet per le malattie virali, a patto che venga effettuato il giusto protocollo nelle prime settimane di vita.
E’ quindi giusto e indicato effettuare il titolo anticorpale per verificare la presenza di una copertura dalle malattie.

(Quindi io, che lo faccio da anni, adesso sono ancora più motivato a farlo).

Titolazione anticorpale al posto della vaccinazione cani e gatti: perché?

vaccinazione cani per expo è valido il titolo anticorpale

Anche per le expo è importante sapere che non è necessario (in Italia) avere il vaccino, ma attestare che la quota anticorpale è corretta.

Tale procedura è utile soprattutto per quei soggetti che, dovendo frequentare expo e manifestazioni, quali ad esempio gare di lavoro, agility e simili, hanno la necessità di avere il libretto delle vaccinazioni aggiornato con i “vecchi “parametri annuali, così come per i cani e gatti che viaggiano spesso con il proprio padrone.

Il titolo anticorpale infatti consente di certificare la presenza di copertura dalla malattia, esattamente come se fosse stato iniettato il farmaco.

Questo approccio è consigliato per la salvaguardia dei propri amici pelosi.
La verifica annuale del titolo è consigliata in quanto potrebbero comunque instaurarsi delle sindromi che possono diminuire la quota di anticorpi, anche senza sintomi evidenti da parte dell’animale.

Dopo tanti anni di attività e test, ho potuto comunque verificare che su 100 soggetti testati, solo 5 hanno avuto bisogno di un richiamo, dopo circa 4, 5 anni dall’ultima inoculazione.

Questo mi ha portato a considerare ogni animale un caso a sé, non omologando tutti i soggetti in uno schema.
La valutazione del tipo di vita, dell’età, del luogo in cui vive il soggetto, e di conseguenza della possibilità che venga in qualche modo in contatto con il virus, mi fa dare indicazioni diverse a seconda dei casi.
I nostri animali, esattamente come noi, sono soggetti tutti diversi gli uni dagli altri, è giusto quindi trattarli separatamente.

Ecco il mio programma vaccinale per cani e gatti, uguale per tutti, all’inizio della loro vita.

Vaccinazione cani e gatti quando farla:

CANE:  1° vaccinazione a 60 giorni
2° vaccinazione  dopo 25/30 giorni
3° vaccinazione  a 4 mesi
4°vaccinazione dopo un anno dall’ultima inoculazione
Dagli anni successivi consiglio la titolazione anticorpale annuale

GATTO: 1° vaccinazione al terzo mese di vita, poi seguo il programma del cane.

Se hai dubbi o domande, mi trovi qui attraverso tutti i modi che ho di comunicare con te, non ultimo skype!!
E in questo articolo ti spiego quali sono i vaccini “obbligatori” per legge.